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Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Trento - Ministero della Giustizia

Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Trento

Sostituti Procuratori Generali presso la Corte d'Appello

Dopo la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, ho conseguito il Diploma di Specializzazione in Professioni legali nello stesso Ateneo e, successivamente, il Dottorato di ricerca in Diritto dell’impresa – Business law presso l’Università Bocconi di Milano.

Sono entrato in magistratura nel 2007.

Dopo aver svolto il percorso di tirocinio negli Uffici giudiziari di Roma, nel 2009 ho preso possesso delle funzioni giudicanti presso il Tribunale di Udine, svolgendo attività dapprima in ambito civile e tutelare (nonché come giudice tavolare) e poi in materia penale.

Nel 2015 sono stato trasferito alla Procura di Milano, assumendo funzioni requirenti.

All’interno dell’anzidetto Ufficio ho svolto attività in molteplici settori, tra i quali in prevalenza: soggetti deboli, con particolare riferimento ai reati distrettuali; esecuzione penale, ricerca di latitanti; reati afferenti al traffico di sostanze stupefacenti, rapine, estorsioni, delitti contro il patrimonio commessi in forma organizzata; misure di prevenzione; reati fallimentari.

Dal 01.06.2017 al 01.01.2020 ho svolto altresì l’incarico di giudice – componente della Commissione Tributaria Regionale – Lombardia.

Il giorno 31.01.2024 ho preso possesso delle funzioni presso questa Procura Generale.

Alessandra Burei, entrata in magistratura nel 1988 (D.M. 10.11.1988), ha svolto il tirocinio presso il Tribunale di Bolzano dove ha successivamente assunto le funzioni di giudice delle indagini preliminari.
Nominata magistrato d’appello nel 2002, con successiva delibera del C.S.M. del 10.7.2013 ha ottenuto il riconoscimento della VI valutazione di professionalità.
Ha svolto funzioni di giudice del Tribunale per i Minorenni prima a Bolzano, dal 02 aprile 2007, e poi a Brescia, dal 19 gennaio 2012.
Dal 25 febbraio 2016 è Sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Trento presso la sede di Bolzano.
Parla l’inglese ed è in possesso dell’attestato di bilinguismo per l’italiano e il tedesco.

Donatella Marchesini, nata a Bolzano il 17 aprile 1963, si è laureata in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Modena, con una votazione di 110 su 110 e lode, discutendo una tesi di diritto internazionale.

Entrata in magistratura il 26 aprile 1991, ha svolto a Bolzano prima funzioni di giudice e poi, dal dicembre 2000, di Sostituto Procuratore della Repubblica, occupandosi dal 2002, di reati riguardanti le fasce deboli (reati di natura sessuale anche ai danni di minori, maltrattamenti in famiglia, circonvenzione di incapaci, pornografia minorile e prostituzione), assumendo nel 2009 il ruolo di coordinatrice del relativo gruppo di lavoro e dal 2012 quello di coordinatrice del settore tutela della persona e della salute e di magistrato competente per gli affari civili.

Componente del Consiglio Giudiziario ha fatto parte anche della Commissione di concorso in magistratura riservato alla Provincia di Bolzano indetto con D.M. 27.02.2008.

Ha partecipato a due programmi di scambio con l’estero nel 2009 e nel 2015 e a corsi di diritto internazionale all’estero ed in Italia.

In possesso dell’attestato di bilinguismo per l’italiano ed il tedesco, parla anche inglese e spagnolo.

Dal 14 dicembre 2016 è Sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Trento presso la sede di Bolzano.

Maria Teresa Rubini, nata a Udine si è laureata a Padova nel 1981 ed è entrata in magistratura nel 1984.

Dopo l’uditorato in a Venezia, è stata nominata giudice penale del Tribunale di Udine. Nel 1987 Pretore di Genova dove è rimasta fino al 1999, assegnata ai gruppi specializzati in materia di tutela dell’ambiente e infortunistica sul lavoro.

Ha svolto, quindi, nella stessa sede funzioni di giudice del Tribunale per il riesame, di Magistrato di Sorveglianza e di Giudice di Tribunale, ma per lo più di Giudice per le indagini preliminari, assegnataria di procedimenti di rilevanza nazionale in materia di criminalità organizzata, di criminalità economica e di responsabilità colpose.

Ha ricoperto l’incarico di esperto formatore per la Liguria della Scuola Superiore della Magistratura; in tale veste ha collaborato all’organizzazione di incontri di studio per la Formazione Permanente e ospitato colleghi dei Paesi europei attraverso la Rete Europea di Formazione Giudiziaria, effettuando a sua volta scambi presso autorità giudiziarie e istituti di studio europei.

Ha assunto le funzioni di Sostituto Procuratore Generale di Trento il 09 gennaio 2019.

Il Sostituto Procuratore Generale costituisce l’unità operativa fondamentale per le attività dell’ufficio e, nell’ambito degli affari assegnati, agisce in piena autonomia di determinazione, salvo l’obbligo di riferire e del visto sui relativi provvedimenti e su ogni determinazione ad essi inerente, per tutti i procedimenti relativi:

  • a delitti di competenza della Corte di assise di appello;
  • ai delitti di cui all'art. 51, comma 3 bis, cod. proc. pen.;
  • ai procedimenti ritenuti di pubblico interesse: il pubblico interesse si desume dalla pubblicazione reiterata e non episodica di notizie concernenti i procedimenti sulla rassegna stampa dell’Ufficio;
  • ai procedimenti specificamente assegnati con la dicitura: “Riferire”.

Per la Sezione distaccata di Bolzano, tale obbligo va adempiuto nei confronti dell’Avvocato generale. In ossequio al dovere di leale collaborazione, ed in adesione alla Risoluzione del Consiglio Superiore della Magistratura di data 11 luglio 2018, contenente le linee-guida per l'organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione, è fatto obbligo ai magistrati dell’ufficio di informare tempestivamente il capo dell’ufficio, ovvero l’Avvocato generale per la sezione distaccata di Bolzano - con obbligo in capo all’Avvocato generale di informare senza ritardo il Procuratore generale - degli affari di particolare delicatezza, gravità, rilevanza, comunque idonei a coinvolgere l’immagine dell’ufficio, per la natura dei fatti o per la qualità dei soggetti coinvolti o per le questioni di diritto, nuove ovvero di speciale complessità e delicatezza.

La ripartizione delle competenze, considerate le ridotte dimensioni dell’ufficio, assume come criterio cardine quello di tendenzialmente evitare, nella distribuzione degli affari tra i magistrati, che un solo sostituto procuratore generale abbia, individualmente, competenza esclusiva su una materia, così da promuovere la possibilità di confronto e da evitare la dispersione delle esperienze in caso di trasferimento del singolo magistrato, nonchè cristallizzazioni destinate a nuocere alla qualità complessiva del lavoro ed allo sviluppo della professionalità dei magistrati interessati, e segue quindi, quale criterio prioritario, quello della alternanza.

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